I volti e le voci dietro le sanzioni

I volti e le voci dietro le sanzioni

Nella nostra società le persone dipendenti da sostanze sono spesso stigmatizzate e inascoltate. Le loro storie sono però preziose. Che cosa le ha portate a commettere azioni illecite? Perché sono finite in carcere? Che cosa le ha aiutate e che cosa no? Florian, Asmira, Leo, Dimitri e Ines ce lo raccontano. 

Il viaggio di Florian da un parcheggio di Friburgo a Cazis

Il percorso di vita di Florian è segnato da dieci anni da senzatetto, oltre dieci ingressi in carcere, nove anni da eroinomane, 300 franchi al mese di assegno sociale come unico reddito e rotture familiari. Il suo ingresso nello stabilimento penitenziario «Realta» è una vivida testimonianza delle conseguenze del sovraffollamento carcerario. 

La lotta di Asmira contro l’espulsione e i pregiudizi

Al termine della misura (trattamento della tossicodipendenza ai sensi dell’art. 60 CP), Asmira dovrà lasciare la Svizzera e rientrare in Bosnia. Il suo obiettivo è completare il percorso di disintossicazione e non avere ricadute, in quanto teme di cadere vittima di stigmatizzazione una volta rientrata nel suo Paese di origine. Per lei la vita in carcere – dove le droghe continuano a essere consumate nonostante i divieti e le tentazioni sono continue – rappresenta una sfida quotidiana.

Il ricovero di Leo e la caduta nella dipendenza

Leo è caduto nella dipendenza in gioventù a causa dei forti analgesici prescrittigli in ospedale dopo aver subito un incidente in moto. Da allora, non è mai riuscito a uscirne. Oggi ha 68 anni e la sua storia ci mostra come è cambiata – anche in positivo – l’esecuzione penale nel corso dei decenni. 

La sfiducia di Dimitri nei confronti della giustizia

Dimitri ha progressivamente perso fiducia nella giustizia. Il periodo trascorso in carcere e in esecuzione di misura per il trattamento della tossicodipendenza (art. 60 CP) è costellato di ricadute, sanzioni disciplinari e conflitti. Quando riesce finalmente a uscire dalla spirale della dipendenza, la misura iniziale viene commutata in misura per il trattamento dei disturbi mentali (art. 59 CP). Ad oggi non se ne capacita.

L’infanzia e l’adolescenza difficili di Ines

Ines, 21 anni, è in esecuzione di misura per giovani adulti (art. 61 CP) per rapina e lesioni personali. Dietro alla sua dipendenza e ai suoi atti criminosi si nascondono un’infanzia e un’adolescenza difficili, marcate da molteplici episodi di stress post-traumatico e da un disturbo dissociativo di identità. Malgrado i progressi fatti, la strada per lei è ancora in salita, tra miglioramenti e ricadute.