Persone affette da disturbi mentali
Il disagio psichico è ampiamente diffuso tra la popolazione detenuta: si calcola che dal 50 al 70% delle persone ristrette soffra di patologie psichiche quali disturbi dell’umore (depressione e mania), psicosi acuta e cronica, dipendenze, disturbi di personalità, disturbi d’ansia o disturbo da stress post-traumatico; molto frequenti sono anche le situazioni di sofferenza psichica, che possono sfociare in comportamenti suicidari, auto-aggressivi o etero-aggressivi.
Tale disagio – che, è importante ricordarlo, non è privo di conseguenze per le condizioni detentive e la presa in carico delle persone che ne soffrono – può essere preesistente, ma anche insorgere o aggravarsi nel corso della detenzione. Lo stato detentivo costituisce infatti un fattore di rischio per il disagio psichico, oltre ad essere associato a un maggiore rischio di suicidio rispetto alla norma. Di qui l’importanza di favorire la salute mentale delle persone detenute, fornendo loro un’assistenza adeguata per tutto il periodo in cui sono private della libertà personale.
Le persone detenute portatrici di problematiche psichiche dovrebbero essere prese in carico da infermieri e da psichiatri e psicoterapeuti qualificati, all’interno di una collaborazione interdisciplinare e strutturata tra il personale sanitario specializzato delle strutture detentive, il team addetto alla presa in carico psicologica, i servizi di psichiatria giudiziaria e generale e, non da ultimi, i servizi di sicurezza.
Il mantenimento, la protezione e il miglioramento della salute mentale delle persone detenute o in esecuzione penale esterna dovrebbero essere favoriti incoraggiando le persone detenute, le persone in esecuzione penale esterna e il personale competente a promuovere una buona salute mentale.
Manuale del CSCSP sulla presa in carico psichiatrica nel contesto detentivo
Per aiutare gli operatori che prestano assistenza terapeutica alle persone portatrici o a rischio di disagio psichico, il CSCSP ha redatto un manuale dedicato alla presa in carico psichiatrica nei luoghi di privazione della libertà personale. Il manuale fornisce spiegazioni e raccomandazioni utili, dà consigli su come attuare le raccomandazioni nei diversi contesti di intervento, sensibilizza al problema della salute mentale in ambito detentivo e promuove la collaborazione interdisciplinare tra gli operatori della giustizia e dell’esecuzione penali e i professionisti della salute mentale.
Prise en charge psychiatrique dans le cadre de la privation de liberté (Manuel)
Ingresso in una struttura detentiva, soggiorno e dimissione
Un’adeguata presa in carico psichiatrica va garantita durante l’intero periodo di privazione della libertà. In primo luogo, i servizi sanitari devono effettuare una valutazione di tutte le persone detenute di nuovo ingresso che includa uno screening per problematiche psichiche, dipendenze e rischio suicidario.
In secondo luogo, durante la detenzione deve essere assicurato l’accesso all’assistenza sanitaria mentale a tutti i soggetti che necessitino di una presa in carico psichiatrica, ovvero un accesso a cure psichiatriche adeguate, tempestive e, in virtù del principio di equivalenza, comparabili a quelle che riceverebbero in libertà.
Infine, allo scopo di garantire la continuità terapeutica, la preparazione delle dimissioni deve avvenire di concerto tra le strutture detentive, i servizi sanitari competenti e l’area penale esterna.
Per maggiori informazioni sull’argomento, si rimanda alle pagine 23-33 del manuale del CSCSP sulla presa in carico psichiatrica nel contesto detentivo.
Gruppi con bisogni speciali
Le cure per la salute mentale dovrebbero tenere conto dei fattori culturali e di genere che potrebbero avere un’influenza sui bisogni delle persone detenute e in esecuzione penale esterna.
Le persone detenute con problematiche connesse al consumo di sostanze devono essere identificate allo scopo di definire gli interventi di presa in carico e terapeutici più adatti a loro (p. 35 del manuale del CSCSP sulla presa in carico psichiatrica nel contesto detentivo), come ad esempio servizi di consulenza, terapie sostitutive e misure per la riduzione dei rischi (ad es. accesso a siringhe sterili, vaccinazione contro le epatiti A e B, distribuzione di preservativi). Deve altresì essere garantita loro la continuità terapeutica durante l’intero periodo detentivo attraverso un’azione concertata con i medici di base e/o i centri per il trattamento delle dipendenze.
Occorre, poi, tenere debitamente conto anche dei bisogni di assistenza psichiatrica delle donne recluse, sia perché nel contesto detentivo versano spesso in una situazione di vulnerabilità, sia perché, qualora siano state vittime di violenza domestica, prostituzione o violenza sessuale, sono maggiormente a rischio di sviluppare un disagio psichico rispetto agli uomini detenuti (soprattutto disturbo da stress post-traumatico e problematiche connesse al consumo di sostanze).
Un’attenzione particolare va rivolta, infine, ai minori detenuti: anche se in Svizzera la psichiatria giudiziaria per i minori è ancora poco sviluppata, deve comunque essere garantita loro un’offerta sufficiente di cure psichiatriche comprendenti un sostegno socio-educativo.
Maggiori informazioni sul tema sono disponibili alle pagine 34-37 del manuale del CSCSP sulla presa in carico psichiatrica nel contesto detentivo.
Misure terapeutiche ai sensi del Codice penale
Per le persone autrici di reato che necessitano di seguire un percorso terapeutico, il Codice penale (CP) prevede l’ingresso in una struttura specializzata: per il trattamento dei disturbi psichici se il reato è connesso a un disturbo psichico (art. 59 CP), per il trattamento delle dipendenze se il reato è connesso a una dipendenza (art. 60 CP) o per giovani adulti se il reato è stato commesso da una persona di meno di 25 anni affetta da una grave alterazione dello sviluppo della personalità (art. 61 CP). Su decisione del giudice, la terapia può essere seguita anche in regime ambulatoriale (art. 63 CP).
La misura detentiva del ricovero in struttura specializzata deve pertanto essere eseguita in strutture separate dagli istituti penitenziari (art. 58 CP). Nel caso delle persone con disturbi psichici (art. 59 CP), l’esecuzione deve avvenire in una struttura psichiatrica giudiziaria dovutamente equipaggiata (reg. 5, pt. 2, Regole Nelson Mandela e art. 59 cpv. 2 CP) e dotata di personale qualificato. Purtroppo, oggi la capacità di accoglienza delle strutture custodiali a vocazione terapeutica è inferiore rispetto al numero di posti necessari.
Gruppo di esperti sulla presa in carico psichiatrica nel contesto detentivo
Al fine di migliorare l’assistenza e le cure psichiatriche prestate alle persone ristrette, è stato creato un gruppo di esperti specificamente dedicato alla presa in carico psichiatrica nel contesto detentivo. Il gruppo mira ad assicurare la qualità terapeutica promuovendo la cooperazione e i contatti tra i Cantoni; inoltre, coadiuva i Cantoni nell’attuazione delle raccomandazioni contenute nel manuale del CSCSP sull’argomento, sviluppa soluzioni innovative per attirare e trattenere lavoratori qualificati in un contesto di carenza di personale, esamina i requisiti di accesso alla professione per il personale penitenziario ed elabora attività formative mirate. Sono membri del gruppo di esperti:
- Barbara Blum, Pflegefachfrau HF, Amt für Justizvollzug, Gesundheitsdienst, Deitingen, Vereinigung der Gesundheitsdienste
- Corinne Devaud Cornaz, Médecin adjoint, Responsable Unité Thérapeutique Forensique, FNPG/RFSM, Fribourg
- Mounira Jabat, Chefärztin PPD, Psychiatrisch-Psychologischer Dienst, JuWe, Zürich
- Charles Jakober, Direktor JVA Solothurn
- Michael Katzfuss, Stv. Chefarzt, Psychiatrische Universitätsklinik Zürich
- Miriam Kasztura, Adjointe Responsable des Soins, Service de Médecine Pénitentiaire, Hôpitaux universitaire de Genève
- Georges Klein, Médecin-chef de Service Hôpital du Valais - Institut Central des Hôpitaux, Sierre et Monthey
- Tanya Kochuparackal, Praxisgemeinschaft Hutgasse
- Sabine Uhlmann, Leiterin Straf- und Massnahmenvollzug, Amt für Justizvollzug, Kanton Basel-Stadt
Il gruppo di esperti è a disposizione per ogni domanda o suggerimento all’indirizzo di posta elettronica: expertenpool@skjv.ch